A Parigi la mostra dell’anno: L’ART DES SUPER-HEROS MARVEL

DSC_0190E originalmente.it c’era. Con le foto!

di giovemarti

Nonostante sia personalmente coinvolto nella bellissima mostra GOING WEST al Cartoonmuseum di Basilea (curata da Alex Braun, di cui si parlerà a breve su questo sito), non posso non proclamare MOSTRA DELL’ANNO, per chi ama e segue le tavole originali, la splendida selezione esposta al Musée dell’Art Ludique di Parigi: L’ART DES SUPER-HEROS MARVEL.

Spettacolari è la parola giusta per TUTTE le tavole esposte: solo altissima qualità, solo pezzi di storia, solo arte pura (come promette il titolo della mostra).

L’esposizione prende spunto dagli ultimi film dei Marvel Studios e presenta i personaggi attraverso imponenti rendering digitali, materiali di produzione (come i bozzetti e gli storyboard) o di backstage (come i modellini 3D o i props, dalla moto di Capitan America al martello di Thor).

martello motoMa confesso che tutto questo mi è apparso come una scenografia di lusso, come un allestimento molto ricco, ma solo di sfondo alle meravigliose tavole originali.

DSC_0308Impossibile fare un elenco di highlights: sono tutte fortissime, necessarie, essenziali.

E rappresentano tutti i grandi autori, a cui sono dedicate sezioni all’interno di un percorso che presenta in sequenza i singoli super eroi.

E così passando da Capitan America ai Fantastici Quattro, da Iron Man agli Avengers, da Spider Man a Hulk, da Devil a Silver Surfer, si incontrano focus d’autore su Jack Kirby, Alex Ross, Don Heck, Steve Ditko, John Romita, John Buscema.

Ma ci sono anche tutti gli altri, da Bill Everett (c’è una tavola di Namor del 1939!), a Bill Sienkiewicz (con una cover e una doppia splash da paura), John Byrne, Gil Kane, Frank Miller, Tim Sale, Gene Colan, Jim Steranko, le cui tre tavole esposte valgono da sole il viaggio a Parigi!

La parte del Leone la fa senza dubbio Jack Kirby, non solo come quantità di tavole esposte, ma anche per importanza storica dei pezzi (complimenti a Albert Moy, proprietario di molti capolavori).

La mostra riesce perfettamente a evidenziare l’alto valore artistico dei disegnatori.

Questi autori, per quanto siano stati meccanismi di una macchina industriale impressionante –la Marvel, che grazie al genio di Stan Lee (presente in video con intervista esclusiva) dal 1961 ha imposto un ritmo e un volume di produzione sconcertanti, sfornando personaggi in serie senza sosta e facendo sempre centro- hanno tutti sempre saputo interpretare ogni storia con stile personale, grande invenzione di soluzioni visive mai banali, raffinatezza di dettagli, lavorando sempre di fino e divertendosi pure (i colophon delle storie sono spassosissimi).

ART, per l’appunto.

colophoneIn mostra ci sono tavole dinamiche, splash sorprendenti, cover coloratissime, panel storici (come la Cosa che si nasconde dietro il giornale su cui è pubblicato il suo ‘wanted’), rarità, chicche pazzesche (come la copertina di Buscema del n.1 di Silver Surfer del 1968), grosse ‘ammucchiatone’ all’americana, trionfo dell’ horror vacui, ma ricche di dettagli geniali e sempre firmate da grandi nomi.

Un vero piacere per gli occhi.

Il curatore Jean-Jacques Launier ha fatto un grande lavoro nel reperire in collezioni private di tutto il mondo tavole così scelte.

Un cura abituale per le mostre d’arte, dove i curatori sono professionisti che sanno dove andare, conoscono i luoghi e le persone.

Invece per una mostra di tavole a fumetti, con pezzi tutti di stardard così alto, è la prima volta  che vedo una selezione curatoriale come se fosse una mostra d’arte (per mostre più piccole Alexander Braun fa sempre un ottimo lavoro di questo tipo).

La mostra è ricca di visitatori, visibilmente non tutti collezionisti di tavole o spettatori di film Marvel.

DSC_0248E mi ha commosso vedere giovani pulzelle d’oltralpe scoprire sotto i miei occhi Jack Kirby, contemplare per la prima volta una tavola originale e non vederci solo una pagina di un fumetto di supereroi, ma la mano, lo stile, il talento, l’uso della china, la prospettiva, l’energia visiva, le espressioni, le forzature della realtà in chiave espressiva…

Sorprendersi di trovare l’arte dove non se l’aspettavano.

Questo è il massimo merito di una mostra memorabile.

Aperta fino al 31 agosto, chiusa il martedì. Andate!

(solo in coda e tra parentesi segnalo che il catalogo ahimè non è all’altezza della mostra: non ha apparati critici e storici, dopo una breve intro presenta in rassegna solo pagine di immagini. Purtroppo delle tavole in mostra c’è solo un terzo e non sono neanche riprodotte a piena pagina. Un ottimo souvenir della mostra, ma le super chicche, come le pagine di Sienkiewicz o Steranko non ci sono, si vedono solo dal vivo -ma poi te le ricordi. Grazie agli organizzatori che mi hanno fatto scattare foto personali per originalmente.it)