Metti un giorno a Lugano…

cover

di Bio

Lugano, venerdì 10 Ottobre
Il maestro Liberatore, con un cerotto sul naso, si aggira al palazzo congressi, e io lo seguo a qualche metro di distanza.
Si infila nello stand, non ci sono fuori ancora neanche i suoi volumi. Si siede, tira fuori pennarelli, matite, e mi chiede (LUI CHIEDE A ME) se voglio un disegno!
Sfodero la mia copia Primo Carnera editore – Frigidaire Grandi Albi, lui sorride.
Il volume è consumato.
Dice che è un casino perché non c’è spazio per il disegno, poi trova la pagina bianca.
Con calma, non c’è nessuno in giro.
È amabile.

photo 1Lo immaginavo irraggiungibile, e invece no.
Vuole vedere le due pagine originali che ho in collezione e che ha disegnato lui, è curioso di sapere come sono i colori dopo anni.
Ricorda esattamente le tavole, pannello per pannello.

photo 2Gli prometto che, lavoro permettendo, tornerò da lui in serata con i due originali.
Ci salutiamo.
Ricordo che quando ero studente a Bologna ogni tanto andavo a trovare un mio amico che aveva un ristorante verso Ravenna. Ci andavo in treno, e il trenino si fermava sempre ad una stazione, quella del comune di Godo.
L’altoparlante gracchiava: “GODO, stazione di GODO”.
Ecco, risuona ancora nelle mie orecchie dopo vent’anni.
Dopo che ho salutato il maestro Tanino, ad esempio……

imageEpilogo: torno nel tardo pomeriggio al Palazzo dei Congressi, con le due tavole, dopo una giornata vissuta in apnea.
Mezz’ora troppo tardi. ZNORT!
Tanto ti ritrovo, Maestro.