Tex si è fermato a Città di Castello

0,5di giovemarti

Dopo quasi settant’anni di cavalcate ventre a terra con i suoi pard, inseguendo avventure di ogni genere, il vecchio Tex si è fermato a Città di Castello per l’edizione 2015 di Tiferno Comics, con la mostra di tavole originali Tex d’autore.

E la prima cosa che salta all’occhio è che il ranger creato da G.L. Bonelli e Galep non è vecchio per niente!

Sono meno di dieci nel mondo i fumetti che sono nati negli anni Quaranta e che sono ancora in edicola, sempre regolarmente usciti. Tex è uno di questi e già appare evidente il senso di patrimonio editoriale che rappresenta da un punto di vista culturale.

Nella bellissima mostra, curata da Vincenzo Mollica, è lampante l’altro aspetto fondamentale, quello artistico, per mano di molti disegnatori di grande pregio che si sono susseguiti alle matite e alle chine di Aquila della Notte.
1,5E ogni autore ha dato un’importante e personale linfa vitale al personaggio, sempre diversa e caratteristica, ma con lo stesso risultato: quasi un elisir di eterna giovinezza e di freschezza artistica che è la forza e la più felice intuizione curatoriale della mostra.

Venti sono gli autori esposti, rappresentati con nutrita selezione di tavole. Voglio elencarli tutti: Galep (Aurelio Galleppini), Giovanni Ticci, Magnus, Guido Buzzelli, Jordi Bernet, Alfonso Font, Massimo Rotundo, Paolo Eleuteri Serpieri, Fabio Civitelli, Sergio Tisselli, Fernando Fusco, Laura Zuccheri, Enrique Breccia, Claudio Villa, Andrea Venturi, Stefano Andreucci, Lucio Filippucci, Alessandro Piccinelli, Corrado Mastantuono, Giovanni Romanini.

Diversi di loro erano presenti all’inaugurazione della mostra.

Il percorso segue una linea cronologica di massima, ma sui contemporanei lascia spazio all’impatto delle tavole, tra copertine, illustrazioni, bozzetti, pagine interne nel classico bianco e nero o acquarellate (meravigliose le pagine a colori di Ticci e di Tisselli).

Tre le pietre miliari del percorso: Galep, Magnus e Breccia.

Galep è l’inizio, l’invenzione grafica, il classico, la nostra infanzia. Di Galep sono in mostra molte stupefacenti strisce (primo formato editoriale della testata).

9Poi c’è Magnus, il fuori-classe.

Ha disegnato solo una storia di Tex, ma ci ha messo sette anni: ci ha lavorato come a un colossal e ha raggiunto una vetta artistica insuperabile.

Oltre al bel catalogo della mostra è stato presentato un fantastico volume edito da Lo Scarabeo, curato da Pietro Alligo e Michele Ulisse Lipparini: Magnus alla conquista di Tex.

36Il libro pubblica per la prima volta ‘il lavoro sommerso dell’artista bolognese’, ed è strutturato come se fosse raccontasse il progetto di un regista per un grande film. Dal ‘casting’ ai ‘provini’, con tutti gli studi dei personaggi, dai primi bozzetti ai più articolati model-sheet, dallo ‘storyboard’ alle strisce di vignette semi-definitive, riprodotti a colori, con a fianco la pagina pubblicata per mostrare l’intero lavoro creativo nel suo divenire. Più di cinquecento disegni inediti che finalmente trovano la giusta collocazione editoriale (per contributi, carta, formato) e rendono merito all’incredibile lavoro di Magnus in quello che consapevolmente è stato il suo testamento artistico.

Anche in mostra a Magnus è stato riservato un trattamento speciale: è l’unico autore ad avere una stanza dedicata, con molti originali.
23Infine Enrique Breccia, del quale erano esposte, come ultima stazione di questo percorso nel West, le tavole del Texone ancora inedito.

Un’anticipazione preziosa e sorprendente per la bellezza dei disegni: il miglior Breccia concentrato in pagine spettacolari.

Anche la selezione delle tavole di ogni altro autore è stata fatta con cura, cercando di evitare sovrapposizioni ed esaltando gli aspetti più caratterizzanti che ciascuno ha regalato a Tex.

La mostra è dedicata a Fernando Fusco, scomparso lo scorso agosto, che è stato il quarto disegnatore più prolifico della testata, dopo Ticci, Letteri e Galep.

Una ricca e bellissima mostra di tavole (al collezionista viene una voglia pazzesca e utopistica di averne una per autore) che rende un gran servizio al personaggio, rilanciandolo artisticamente e evidenziando lo spessore che ha sempre avuto e che ne decreta da sempre l’inossidabile successo.